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Doing it right

I concetti base dell'immersione DIR (dal sito www.diritalia.it)

L'immersione scuba è uno sport che prevede un utilizzo intensivo dell'equipaggiamento, e non deve quindi sorprendere che siano molte le argomentazioni e le discussioni su quale tipo di attrezzatura e soluzione sia più efficiente e sicura. Spesso i dibattiti più accesi s'incentrano proprio su come configurare la propria attrezzatura. Questi dibattiti sono certamente più accesi nella comunità tecnica, ma la scelta dell'equipaggiamento e la sua configurazione riguarda ogni livello di attività subacquea. In alcuni casi il dibattito può nascere su questioni fondamentali come il tipo di sacco per subacquei neofiti o la posizione in cui tenere l'erogatore da passare al proprio compagno in caso di difficoltà o emergenza (ad esempio, dalla bocca, da una tasca o da un sistema ritentore).
I subacquei con la stessa confiurazione e che s'immergono con attrezzature e procedure simili, sono più efficienti e pronti nell'affrontare situazioni d'emergenza o nel riconoscere problemi nell'attrezzatura del compagno. Se, ad esempio, il vostro compagno porta l'erogatore in una tasca chiusa con il velcro, mentre il vostro erogatore è disposto attorno al collo, un potenziale problema di confusione potrà più facilmente avere luogo in quanto ognuno, in una situazione d'emergenza per mancanza d'aria, reagirà in modo diverso a secondo della configurazione adottata. Gli esploratori subacquei più esperti ed avanzati hanno, ormai, da molto tempo compreso che una reazione confusa o ritardata ad una situazione d'emergenza costituisce un rischio inaccettabile.

I risultati del Woodville Karst Plain Project insieme all'attività addestrativa internazionale della Global Underwater Explorers, hanno posto l'attenzione sulla necessità di standardizzare le attrezzature subacquee. In molti casi, gli sforzi tesi ad evidenziare quest'esigenza sono stati oggetto di discussioni dai toni infuocati, animati della convinzione della giustezza delle ragioni proposte. Indubbiamente le migliaia di ore d'immersione in situazioni estreme, con miglia di grotte sommerse esplorate e numerosi record di esplorazione conseguiti, hanno posto questi gruppi nella condizione ideale per sviluppare e standardizzare le migliori tecniche e procedure. Sfortunatamente permane la convinzione che la standardizzazione delle attrezzature, l'esigenza di mantenere una configurazione "pulita" e l'attenzione per i dettagli siano concetti importanti solo per la subacquea tecnica o per immersioni in condizioni rigorose. In realtà, una configurazione semplice e unica risulta un beneficio, addirittura maggiore, per subacquei la cui esperienza è limitata. I fondatori della GUE hanno potuto constatare che l'addestramento con questo tipo di approccio assicura il massimo successo tanto per i subacquei principianti quanto per quelli impegnati in immersioni profonde nei freddi mari del Nord.

Prospettiva storica
Nei primi anni '80 lo sviluppo di una configurazione pulita e standard ebbe inizio per merito di Bill Gavin e Bill Main, che all'epoca cominciavano a dedicarsi all'esplorazione delle grotte nel Nord della Florida. Qualche anno dopo Parker Turner e Lamar English si unirono al gruppo dando vita al WKPP (Woodville Karst Plain Project), un gruppo che divenne presto famoso per le immersioni esplorative in quelle grotte. Il gran numero di subacquei, che ben presto cominciarono a seguire la configurazione e le tecniche sperimentate ed utilizzate nel team, dimostrarono il beneficio ed il grande vantaggio di una configurazione unica e standardizzata.
Questa configurazione, in origine denominata Hogarthiana -dal nome di Willian Hogarth Main- nel corso di quasi un ventennio e di migliaia di ore dedicate all'esplorazione a largo raggio, con l'aggiunta di ulteriori dettagli, miglioramenti, standard e procedure d'immersione, fu perfezionata fino a diventare un vero e proprio sistema "Doing It Right", il modo giusto o, più semplicemente, il sistema DIR.


Jarrod Jablonski