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15/07/17 - Recupero 11° rete a Predore

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Sabato ritrovo al covo per le 13:45. Arrivo puntualissimo e trovo già ad aspettarmi Ferru e Wally. Poco dopo siamo raggiunti anche da Red1. Abbiamo deciso, per opportunità di parcheggio, di prendere una furgonetta, più agile da parcheggiare in prossimità del punto di ingresso.

Partiamo divisi, io e Ferru sulla furgonetta mentre Wally e Red1 con l’auto di quest’ultimo. Arrivati alla Marinetta Red1 e Wally saltano sul nostro mezzo che, giunti sul posto, si rivela perfetto per sfruttare l’ultimo spazio disponibile per sostare. Scarichiamo tutte le attrezzature sul prato in mezzo ai presenti, che oggi sono davvero numerosi.

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Una rapida panoramica sul lago mi consente di individuare il natante degli amici della Guardia Costiera Ausiliaria. Alzo in volo il drone per un rapidissimo filmato e racimolo quattro fotogrammi con la telecamera prima di iniziare a montare l’attrezzatura. Sarebbe stato bello avere qualcuno che documentasse l’evento anche dalla superficie ma, come sempre, faremo comunque del nostro meglio. Ci sono momenti in cui mi chiedo come sia possibile che un gruppo di otto si riduca a metà durante operazioni come questa ma… tant'è… Alla fine quello che conta è che la rete venga salpata, cosa che, forti della nostra esperienza pregressa, ci sembra assolutamente scontata.

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Finiamo di vestirci e, previo un tonificante tuffo refrigerante, indossiamo l’attrezzatura. Questa volta saremo tutti in circuito aperto e senza stages al seguito. Non prevediamo una permanenza tale da giustificare un gas decompressivo. L’unica stage di aria la indossa Red1 e servirà per gonfiare il pallone da 100 Kg che Wally porta al seguito. Dopo il GUE-EDGE ed il bubble-check scendiamo. La visibilità è, come da attese, scarsa. Mentre scendiamo incrociamo una rete che si materializza troppo presto secondo quanto mi aspettassi. Stupidamente mi convinco che non sia quella che cerchiamo, e procedo verso sud seguito dai miei recalcitranti compagni, che in due occasioni mi rincorrono e mi tirano per le pinne. Mi giro per dire che secondo me non è quella: troppo vicina e non prosegue e Ferru, sbracciandosi mi comunica che, contrariamente alle mie impressioni, la rete proseguiva… Torno sui miei passi poco convinto e, quando incrociamo la rete a 30 metri mi ricredo, scusandomi a gesti con i miei compagni. Io e Ferru scambiamo le teste dei nostri canister batteria e la luce dei due fari video illumina la rete che scende verso il fondo. La seguiamo in due squadre compatte e, giunti sul fondo, io e Ferru ci disponiamo per riprendere Wally che lega il pallone e Red1 che lo gonfia. In pochi attimi il pallone è assicurato, e dopo un rapido colpo di stage, eccolo partire rapido verso la superficie, seguito dalla rete.

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Ci sorprende la pulizia con cui la rete sale e solo dei piccoli sbuffi di fango indicano dove poco prima era poggiata al fondo. Come concordato saliamo derivando leggermente a sud e, ai 20 metri, lanciamo il pallone con cui segnaliamo di essere distanti e che dalla superficie l’equipaggio della barca della Guardia Costiera può iniziare a recuperare la rete.

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Continuiamo a risalire lentamente ed improvvisamente si profila la rete ancora poggiata sul fondo. Per un attimo pensiamo di aver fallito ma poi, ripensandoci subito, ci rendiamo conto che la rete e’ molto lunga ed ancora non e' stata completamente salpata. Per sicurezza comunque lasciamo, sul capo libero della rete che troviamo poco dopo, il nostro pedagno per consentire un recupero nel caso sia necessario. Dopo un’ora esatta dalla nostra immersione emergiamo tra i bagnanti e subito la voce roca del Comandante Nolli ci comunica l’esito positivo dell’operazione e di aver provveduto a far recuperare dal personale a terra delle Guardie Ittiche, il sacco con la rete (la 10°) che abbiamo rimosso il martedi precedente a Portirone. Un saluto a tutto l’equipaggio della Guardia Costiera e della Guardie ittiche FIPSAS e usciamo velocemente, liberandoci dalle mute. Il solito interrogatorio dei presenti oggi è sostenuto da Wally e Red1, mentre io e Ferru continuiamo a smontare la nostra attrezzatura. Carichiamo tutto sulla furgonetta e raggiungiamo il nostro meritato punto di ristoro, rinfrescandoci con dell’ottima birra.

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Mentre riviviamo l’immersione, non ci nascondiamo la soddisfazione, nel nostro piccolo, per aver contribuito nuovamente a sanare un piccolissima fonte di inquinamento ambientale. 

[Tato]

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