18/07/20 - GHOST DIVING - Perchè ?????

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Sabato 18 scorso, dopo la ricerca infruttuosa di eventuali rete disperse dalla Gallinarga al porto di Tavernola, ci eravamo davvero allietati per il fatto di non aver trovato nulla in un tratto di lago in cui spesso si trovano spezzoni di reti o reti intere.
La nostra felicità è durata un attimo......
 
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Infatti questo sabato ci siamo immersi nuovamente con il piano di effettuare una ricerca dal porto Ponecla sino all'ingresso della galleria SUD e purtroppo, nel corso di questa scooterata sempre su due livelli di profondità diverse (30 e 50 m), ci siamo imbattuti in una vecchia rete, lunga un centinaio di metri (in realtà sembrano due o più reti legate tra loro) che taglia perpendicolarmente la costa partendo da 20 e terminando a 44 metri.
 
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La rete si presenta incrostata, a testimonianza che è dispersa da diverso tempo, e piena di pesce putrefatto insieme a qualche esemplare ancora vivo che abbiamo provveduto a liberare e che, come sempre, rappresenta una trappola infernale per i pesci ed i crostacei del lago.
Ormai questo ritrovamento fa parte di una serie davvero considerevole e, secondo noi, è giunto il momento di porci qualche domanda e esprimere qualche riflessione pubblica.
In cinque anni abbiamo recuperato, con l’ausilio prezioso della G.C.A. e della Polizia Provinciale venti reti disperse.
Cosa sono esattamente queste reti??? 
Si tratta di reti senza i sigilli della Provincia, quindi abusive ed il loro utilizzo è pertanto vietato dalla legge.
Chi le utilizza, a volte non è in grado di recuperarle. La rete che resta abbandonata sul fondo  continua a fare il lavoro per la quale è stata creata. Pescare!!!!
Lo fa a ciclo continuo per anni in un ciclo senza fine.   
I pesci restano impigliati senza via di scampo.
Li muoiono, si imputridiscono e diventano esca per altri pesci che a loro volta restano imprigionati nelle maglie della rete e destinati ad una morte impietosa.
E’ ragionevole considerare che le reti disperse siano solo una piccola frazione di quelle che vengono impiegate 
Questa piaga predatoria dobbiamo purtroppo constatare che non è ancora stata debellata.
Con i nostri interventi congiunti a Polizia Provinciale e Guardia Costiera, interveniamo a recuperare una situazione già compromessa, che ha creato già danni notevoli all'ambiente.
E’ naturale chiedersi dopo cinque anni di attività di recupero, quali siano state le azioni di prevenzione messe in atto e quali invece vadano applicate o rese più efficaci.
Quali sono i numeri della prevenzione?
Perché nessuno nota mai questi pescatori di frodo mentre posano a lago centinaia di metri di rete?
Calare una rete e salparla richiede tempo, richiede una barca, richiede personale.
Come mai i pescatori professionisti, che seguono le regole, non denunciano questa concorrenza sleale?
Non sappiamo perché non ci sia una reazione da parte dei pescatori regolari, che dovrebbero perlomeno essere infastiditi di una concorrenza sleale in un lago che non è così ricco di fauna.
Dove finisce il pescato?
E’ pensabile che tutto il pescato di una rete lunga decine e decine di metri sia solo destinato ad uso personale? 
Possibile pensare che venga rivenduto in nero?
Chi controlla la qualità del pesce al di fuori di una filiera regolare?
Cosa si può fare per sostenere la fase di prevenzione?
Ci sono molti interventi da fare a nostro avviso. Il più importante è la sensibilizzazione.  
I cittadini, gli abitanti della zona costiera dovrebbero essere sensibilizzati su questo tema. Sono i nostri  “vigili e guardiani”.
Altro aspetto è che queste reti sono sempre identiche. Sono sicuramente fabbricate dal medesimo produttore. Non sarebbe possibile intervenire con opportune verifiche sui produttori ed i rivenditori affinchè ci si accerti del motivo per il quale un cittadino non pescatore professionista acquisti un quantitativo di rete utile solo ad un professionista?
Di certo è che l’assenza sul Sebino di un presidio ufficiale di un’ Autorità che possa perseguire e sanzionare gli illeciti è un incentivo a tutte le attività più o meno illegali che si concretizzano nel lago. Ci chiediamo quindi come sia possibile che un bacino idrico così importante per la vita di due provincie non possa godere di una tutela pubblica effettiva.
Perchè in tutti gli altri laghi c’è una presenza di Polizia e Guardia Costiera ufficiale e qui è demandato tutto al volontariato che spessissimo è costretto ad operare in condizioni difficili e senza nemmeno la tutela legale ed il potere di sanzionare? 
Noi continuiamo e continueremo a svolgere questa attività di individuazione e recupero, ma lo facciamo nella consapevolezza che sarebbe meglio prevenire questo scempio, perpetrato a danno di un lago che già ha una serie infinita di altri problemi e nella speranza che qualcosa, nel prossimo futuro possa cambiare.
Ci permettiamo anche di ricordare, non da ultimo, il caso gravissimo che ha provocato pochi anni fa la morte di un subacqueo rimasto impigliato in una rete di frodo esattamente identica alle diciannove che abbiamo recuperato sino a questo momento.
 
Il prossimo intervento sarà effettuato Sabato primo agosto quando recupereremo la ventesima rete
 
Questi i nostri due cents per un lago che amiamo davvero.
 
[Ghost Diving Team]

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